‘Un revisore contabile condominiale non ha bisogno di esperienza ma di passione, precisione e professionalità’.

In un articolo del 24 agosto scorso, pubblicato sul Quotidiano del Condominio del Sole 24 Ore, a firma del Presidente di CONF.A.I. Luigi Ciannilli, si insiste sulla necessità che un revisore contabile condominiale possieda competenze specifiche preventivamente maturate nel settore (di amministrazione condominiale); l’autore lancia una sfida aperta all’intera categoria e noi, da orgogliosi appartenenti, vorremmo di rimando avanzare qualche osservazione.

Citiamo testualmente: << Sarebbe infatti interessante sottoporre a un “Revisore contabile”, iscritto all'albo della categoria ma privo di esperienza di gestione condominiale, il “rendiconto” di un condominio contenente alcuni “pacchiani” e “voluti” errori di imputazione nell'attribuzione di una spesa, se è in grado di riconoscerli. Per esempio con riferimento a quanto contemplato all'art. 1124 del Codice civile dal Regolamento condominiale>>.
Confessione: ebbene si, manchiamo di iscrizione allo specifico albo; la svista però, a quanto pare, è il punto di partenza funzionale a incoronarci esempio calzante a sostenimento di questa tesi. Ci piacerebbe molto che il presidente Ciannilli ci sottoponesse un esempio di rendiconto << con “pacchiani” e “voluti” errori di imputazione nell’attribuzione di una spesa>> per vedere se siamo in grado di riconoscerli; e anche se tali errori si riferissero ad una prova più estensiva, proveremmo ad individuarli. Superato l’esame tuttavia finiremmo per diventare un esempio di corrente opposta; ci viene più spontaneo sostenere quanto l’esperienza in un settore possa essere utile per risparmiare tempo nell’esame di una questione complessa quando questa non è governata da condizioni che mutano con estrema rapidità. Questo è proprio il caso della revisione contabile condominiale: un’attività nata nel 2013, in continua evoluzione, che esige dai professionisti revisori un aggiornamento costante tanto quanto solide basi pregresse di contabilità generale. Il dettaglio “esperienza” ( da amministratore condominiale ) costituisce maggiore professionalità ma non è la conditio sine qua non per avere a che fare con bilanci condominiali redatti allo sbaraglio. Passione, precisione – dicasi anche pignoleria – e professionalità.
Questo è ciò che il cliente chiede, anzi, esige fin dal primo incontro con un revisore. Si aspetta di trovare una figura diversa dall’amministratore che si lancia in un altro mestiere per arrotondare a fine mese, di misurarsi con un professionista imparziale e preparato al solo scopo di ricercare imprecisioni ed illeciti per il suo cliente come anche per l’intero condominio.
Un grande scrittore irlandese come George Bernard Shaw ebbe a dire: “L’esperienza ci ha insegnato che l’uomo dalle proprie esperienze non ha mai imparato nulla”.
Caro presidente Ciannilli, ci perdoni. In questo caso propendiamo per questa conclusione

(Emmesse Amministrazioni S.r.l.s.’.)